A Leghorn Merchant Bank

Un banco mercantile livornese (XVIII° sec.)

Non è un compito facile quello di spiegare chiaramente e brevemente questo progetto in corso che è iniziato 10 anni fa. L’idea mi venne quando stavo tentando di ricostruire il mio albero genealogico familiare sul computer, aiutato dalla memoria di mia nonna Rita, che ricordava perfettamente un gran numero di persone, cose, fatti e aneddoti. Volevo in qualche modo contribuire anche io e quindi iniziai a cercare su Internet, nell’ipotesi di riuscire a trovare dei complementi. Fu certamente un’ipotesi fin troppo valida: da allora non ho più smesso ! Il progetto di aggiungere qualche elemento al nostro albero divenne molto più ampio e interessante quando iniziai a scoprire incredibili legami tra persone, famiglie e reti commerciali.
Mi resi presto conto di vivere in un posto molto speciale, di cui si era persa quasi completamente la memoria storica collettiva di quel periodo in cui la città era animata da una complessa comunità di mercanti provenienti da tutto il mondo, fin dal XVI° secolo. Questo posto è Livorno, o “Leghorn” come scrivevano i mercanti inglesi.
Con una ricerca meticolosa, la ragnatela “segreta” che univa fra loro famiglie, città, paesi e commerci in tutto il Mediterraneo ed oltre è diventata più chiara e permette di tracciare uno stupefacente ritratto delle strategie dei “nostri” antenati livornesi.
Ho seguito queste persone attraverso i loro viaggi, i loro parenti sparsi negli altri porti e città, i loro contatti di lavoro, le loro fughe da altri paesi alla ricerca di libertà di religione, di espressione, di commercio; ho ricostruito i loro antenati e i loro discendenti scoprendo ulteriori legami che gli storici potrebbero interpretare per svelare finalmente le origini e le conseguenze delle loro scelte.
La maggior parte di questi persone erano protestanti, ugonotte, valloni, anglicane, luterane… ed hanno costruito una rete sociale straordinaria. Molti di loro furono obbligati a fuggire dai propri paesi durante le persecuzioni religiose ed attraversarono confini, mari e montagne per trovare la propria libertà, cambiando radicalmente la storia del commercio.

Il progetto è composto da un database locale che si appoggia al software francese Heredis, da un’estesa collezione di documenti comprendente libri, manoscritti, ritratti, fotografie ed articoli, da un ampio archivio di posta elettronica scambiata con altri ricercatori e discendenti di queste famiglie sparsi in tutto il mondo, ed infine da un database online dove sono presenti tutti gli individui escluse le note di ricerca e le fonti che sono mantenute riservate per ora.
Lo scopo di tutto questo potrebbe essere di implementare il database come uno strumento interattivo per gli storici e i ricercatori che sarebbero in grado di modificarlo e alimentarlo rendendolo giorno per giorno più affidabile e completo.
Un altro scopo è quello di scrivere articoli o libri che prendano spunto da tutto questo per raccontare qualcuna di queste mille storie…

Per contattarmi basta cliccare sulla stampa di Livorno che appare sempre in alto a sinistra oppure inviarmi una mail direttamente a giunti.matteo[chiocciola]gmail.com (dovete sostituire [chiocciola] con @).

Annunci