In Italia, nonostante una radicata cultura religiosa, lo studio dei cimiteri è un
argomento poco trattato rispetto ad altri paesi, in cui godono, invece, di maggiori
attenzioni. Ecco perché, quando si studiano i cimiteri di Livorno e i loro archivi, il
potenziale di fare scoperte è certamente elevato, dato che solo pochi studiosi ne
hanno analizzato a fondo alcuni aspetti; questa è una delle ragioni che hanno
alimentato la mia curiosità e il mio impegno in questa ricerca, che perdura da quasi
vent’anni.

Recentemente ero impegnato nello spoglio di un interessante registro che si trova all’AEG (Archives d’Etat de Genève) relativo ai battesimi e matrimoni esteri dei Cittadini e Borghesi di Ginevra. Nel registro in questione ho trovato il matrimonio tra il famoso politico e collezionista ginevrino Jean De Sellon (1736-1810) e Anne Marie Susanne Victoire Montz (nata nel 1754), figlia del grande banchiere parigino Jacques Montz. Il matrimonio venne celebrato infatti il 19 luglio 1772 a Tournai, nella chiesa Vallone della guarnigione olandese e annotato accuratamente nel registro a dicembre dello stesso anno.

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AEG, E.C. Registres Divers 2

E’ ben noto che Jean e Anne Marie De Sellon ebbero tre figlie e un figlio: Jeanne Victoire De Clermont-Tonnerre (vedova Blancardi-Roero de La Turbie), Adelaide-Suzanne Benso di Cavour, Henriette Douhet d’Auzers e Jean Jacques De Sellon (il famoso autore, filantropo, collezionista e pacifista). In particolare Adelaide Suzanne De Sellon sposò il Conte Michele Benso di Cavour nel 1805, diventando madre di Camillo Benso di Cavour nel 1810.

Jean De Sellon trascorse alcuni anni in Italia con la moglie e i giovani figli, prima a Roma e Napoli nel 1790, poi a Firenze dal 1792 al 1794, affittando villa “La Mattonaia” dalla famiglia Ginori. Tutte le fonti che ho consultato menzionano la partenza della famiglia De Sellon da Firenze nell’estate del 1794 ed il loro ritorno a Ginevra, dove Jean morì nel 1810; stranamente non vi è alcuna traccia del destino della moglie e della sua morte.

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Villa La Mattonaia a Firenze (Sailko, wikipedia)

Possibile che una nobildonna così conosciuta, una madre, moglie e nonna, sparisca dalla Storia senza lasciar tracce?
Secondo la mia opinione, la chiave è da ricercare nella religione della famiglia e nel luogo dove si trovavano: erano protestanti ed erano in Italia. A questo si devono aggiungere alcuni elementi, come il fatto che quando Michele Benso di Cavour sposò una De Sellon, la suocera era già morta e che il diario di Adèle De Sellon sembra per ora essere rimasto fondamentalmente inedito, sebbene sia stato recentemente riscoperto e attualmente si trovi in custodia presso la Soprintendenza di Torino.

Qualche anno fa avevo digitalizzato e indicizzato la serie completa dei registri di nascita, matrimonio e morte della Congregazione Olandese-Alemanna di Livorno. Fu in quell’occasione che scoprii il certificato di morte e sepoltura di “Anna Maria Susanna Vittoria, Contessa De Sellon”, datato 1794.

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ACOA, Registro I (1773-1808), c.158

All’epoca però non avevo ancora stabilito il legame tra questo certificato e la genealogia completa della famiglia De Sellon, ma i risultati delle mie ultime ricerche mi hanno finalmente permesso di identificare la contessa De Sellon come la nonna di Camillo Benso di Cavour.
Questo documento dimostra quindi che il primo maggio del 1794 Anna Maria Susanna Vittoria Montz, Contessa De Sellon, venne sepolta nel vecchio “Giardino degli olandesi” di Livorno dall’allora cappellano Giovanni Paolo Schulthesius, dopo l’avvenuta morte a Firenze il 29 aprile.

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Disegno che mostra l’ingresso e il muro dell’antico “giardino” olandese-alemanno di Livorno verso il 1683-1686 (ACDF, St. St. M4 – b, ins. 2, cc. n. n., cit. in: Villani, NSL XI)

In quell’anno la Nazione Olandese-Alemanna di Livorno aveva ancora in uso l’antico
cimitero detto “giardino” (aperto alle sepolture nel 1695), situato lungo l’attuale via Garibaldi, nell’area del “Gigante”. Questo luogo di sepoltura venne chiuso nel 1839-40, come tutti i vecchi cimiteri delle Nazioni di Livorno che all’epoca vennero inclusi all’interno della nuova cinta daziaria della città; solo alcune delle antiche lapidi, a seguito della vendita e alla lottizzazione del sito originario, vennero trasferite nel nuovo cimitero, sull’attuale via Mastacchi, negli anni trenta del Novecento. Col contributo della
Società Svizzera, venne creato un ossario per trasferire le ossa dei defunti,
sormontato da un tempietto esagonale; esso si trova ancora al centro del nuovo
cimitero olandese-alemanno e contiene tre lapidi di marmo che ricordano i nomi di
coloro le cui ossa vennero traslate al suo interno.

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L’ossario del cimitero olandese-alemanno (Etienne (Li), wikipedia)

La prima delle tre lapidi indica i nomi dei sepolti più antichi, dal 1700 al 1794, ed è proprio su questa che possiamo leggere, verso il margine inferiore, il nome “Anna Maria Sus. Vitt. De Sellon”, che conferma che le ossa della nonna materna del Conte di Cavour sono effettivamente state esumate e trasferite qui.

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Tutto quindi sembra allinearsi perfettamente con il resto della storia nota della famiglia De Sellon: durante il loro soggiorno alla villa “La Mattonaia” dei Ginori, nella primavera del 1794, Anne Marie Montz, moglie di Jean De Sellon e futura nonna di Cavour, morì all’improvviso e, dato che era protestante e non vi erano luoghi di sepoltura adeguati a Firenze, venne con ogni probabilità imbalsamata e poi trasportata a Livorno dove il reverendo Schulthesius ne compilò il certificato di morte e procedette alla sepoltura. I De Sellon lasciarono Firenze quella stessa estate.
Tra il 1804 e il 1813 tutti i loro figli si sposarono (compresa Adèle nel 1805, come già detto) e nel 1810 Jean De Sellon morì vedovo a Ginevra. Cavour nacque in quello stesso anno, quindi non conobbe mai i propri nonni materni ma soltanto le sue due zie e lo zio Jean Jacques.

Riferimenti:
AEG: Archives d’Etat de Genève, Ginevra, Svizzera.
ACDF: Archivio della Congregazione per la Dottrina della Fede, Città del Vaticano.
ACOA: Archivio della Congregazione Olandese-Alemanna di Livorno
NSL: Nuovi Studi Livornesi, in particolare: Stefano Villani, Alcune note sulle recinzioni dei cimiteri acattolici livornesi, in NSL XI (2004), pp.35-51.

 

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